Razze e Culture

Umani Eliantiriani


Gli Eliantiriani sono i discendenti degli esuli che sfuggirono alla caduta dell’Impero Acheranide dell’isola di Eliantir.

Dopo il loro sbarco su Landmar si insediarono nell’area nord-occidentale, seguendo una visione avuta dal loro imperatore. Dal loro primo accampamento nacque la città di Aral Maktar, che divenne la capitale del Nuovo Impero.

A differenza di molte delle altre razze che popolano Landmar, gli Eliantiriani hanno conosciuto un lungo periodo di ripresa, e non di decadenza, ma il confronto con gli antichi fasti del Vecchio Impero sminuisce ai loro occhi i successi ottenuti.

I fallimenti nel recupero dell’antica cultura, sotto forma di conoscenze, di antiche reliquie, e di possedimenti territoriali hanno portato gli Eliantiriani a sviluppare una generica tendenza al pessimismo.

L’attaccamento al passato ha prodotto un notevole attaccamento agli oggetti più antichi, a cui la cultura popolare attribuisce, a torto o a ragione ogni sorta di capacità.

Gli Eliantiriani sono anche molto attaccati alla loro ascendenza, e spesso possono risalire di secoli nella loro genealogia, citando almeno un avo da prendere ad esempio per il proprio stile di vita.

Lo smarrimento delle antiche conoscenze ha privato gli Eliantiriani della loro conoscenza del sovrannaturale, ma ha lasciato loro la consapevolezza della sua esistenza. Di conseguenza gli Eliantiriani temono e rifuggono il mistero e ciò che ritengono innaturale.

Un’eccezione a questo atteggiamento è costituita dalle visioni.

La storia della fondazione di Aral Maktar ha fatto nascere un interesse quasi morboso per ogni tipo di sogno, allucinazione o premonizione.

Ciò che gli Eliantiriani hanno conservato sono principalmente conoscenze pratiche di ingegneria, muratura, idraulica, che li hanno aiutati ad erigere le loro nuove città. Tuttavia il sapere, privo della vera comprensione, ha smesso di evolversi e di svilupparsi, e le conoscenze sono gelosamente custodite.

Gli Eliantiriani, specialmente i nobili che possono permettersi di studiare, hanno una notevole passione per l’astrologia.

Le corti e le magioni dei numerosi nobili hanno portato alla nascita di una tradizione di comici, buffoni, giocolieri e menestrelli fra gli Eliantiriani, che trovano frequentemente nei nobili dei mecenati interessati alla loro arte, oppure facili bersagli della loro satira.

Gli Eliantiriani tendono ad associare significati metaforici alle creature e ai luoghi e alle persone, il che da vita ad un complesso simbolismo che spesso si riflette nelle loro usanze quotidiane.

Le foreste rappresentano le tenebre e il male, il mare è associato allo smarrimento e alla divisione, la strada richiama il pellegrinaggio e il pericolo.

In alcuni casi queste credenze diventano ambivalenti, come nel caso degli stranieri, visti con sospetto ma anche con curiosità, o del viaggio, a volte motivato dal bisogno a volte dalla curiosità.

Cosa di non poca importanza, l’attuale Imperatore del Nuovo Impero è lo stesso che guidò lo sbarco ed ebbe, a sua detta, la visione da Alisard riguardante il Cerchio di Pietre. Già molto prima che la Maledizione del Cerchio giungesse a sconvolgere il mondo, egli invecchiava assai lentamente, e oggi la sua età supera i 400 anni.

Ciò fa di lui l’unico Eliantiriano vivente ad aver visto la patria ancestrale del suo popolo.

Tra l’anno 470 e l’anno 480 l’impero cessa di fatto di esistere. La corruzione dilagante rende tesi i rapporti tra la capitale del Nuovo Impero e le città vassalle. Bran Ator e Tyrion arrivano ad accamparsi fuori dalle mura di Aral con i propri eserciti, sfidando l’autorità secolare del consiglio imperiale barricato all’interno della città assediata. L’arrivo inaspettato di un’invasione orchesca da il colpo di grazia al già vacillante impero, che non può far altro che sgretolarsi tra incomprensioni e accuse reciproche.

I giocatori che interpretano questa razza iniziano dai cerchi presso Aral Maktar, Tyrion, Bran Ator, Aird Engard o Temperia.