Razze e Culture

Umani Emeriani

Gli Emeriani sono una popolazione umana che si distingue fisicamente per la sua carnagione scura, olivastra o marrone chiaro, per i capelli solitamente neri e ricci, e per la cura maniacale che gli uomini dedicano alla loro barba e ai loro baffi.
La loro cultura viene tramandata per via esclusivamente orale, per cui le nozioni di storia Emeriana risultano contraddittorie e frammentarie.

Molti sembrano inoltre ricordare accenni a conoscenze molto più sofisticate e complesse di quelle attualmente in possesso degli abitanti del deserto, ma i dettagli al loro riguardo svaniscono nelle nebbie del tempo.

the-return-of-the-imperial-court-from-the-great-nosque-at-delhi-in-the-reign-of-shah-jehan-1886-1 framedI primi Emeriani, sia nomadi che stanziali, sono giunti su Landmar sotto la guida di Karam n’Yurdha (Karam figlio di Yurdha) nel 121 dal lontano continente dell’Emer per sfuggire ad una guerra civile, e hanno colonizzato le regioni meridionali, abituati ai rigori delle terre aride della loro patria. Gli Emeriani si insediarono presso le oasi del deserto e vi rimasero isolati per un lungo periodo di tempo, durante il quale i contatti con l’Emer andarono perduti, rendendoli sotto ogni aspetto una cultura indipendente.Le condizioni seminomadiche di vita e le tendenze pacifiste hanno portato gli Emeriani a rivolgere le loro preghiere quasi esclusivamente a Kehim.

Gli Emeriani sono infatti un popolo estremamente religioso, molto attaccato alle sue tradizioni, alla famiglia e agli anziani, di cui viene rispettata l’esperienza e la saggezza.

I contatti degli Emeriani con altri popoli furono praticamente assenti, con l’eccezione di alcune carovane di nomadi Elfi di Alwenion che si spingevano fino al deserto occidentale per commerciare con loro, fino all’anno 406 quando alcuni giovani emeriani si trasferirono nella città di Temperia, amalgamandosi con la popolazione locale che l’aveva fondata e creando una cultura mista in parte eliantiriana in parte emeriana.
Non si sa se tale contatto, dopo trecento anni di isolamento, fu motivato dal periodo di crisi conseguente l’anno 361. Quel che è certo è che la Maledizione del Cerchio aveva condizionato l’esistenza di tutte le popolazioni di Landmar e, per quel che si poteva immaginare, di tutto il pianeta Ikhari. Durante gli anni precedenti l’arrivo nelle città del Landmar meridionale, le dure condizioni di vita nomadica nel deserto e la quasi totale assenza di manoscritti designò la tradizione orale come unica via per tramandarsi la conoscenza. Purtroppo questo mezzo, unito a condizioni storiche sfavorevoli, limitò drasticamente la diffusione del lato umanistico e scientifico della cultura emeriana, dedita in passato soprattutto all’arte alchemica, medica ed astronomica, anche se non ne hanno cancellato il ricordo in maniera definitiva. Alcuni volenterosi e storici si stanno occupando di riesumare e mettere per iscritto ciò che la memoria dei nomadi è riuscita a conservare durante questi “secoli bui”.

Dall’anno 473, a seguito delle rivolte e degli stravoglimenti politici, gli emeriani stanno iniziando ad insediarsi anche in altre città.

Alcuni dicono che gli Emeriani siano molto gelosi anche dei loro beni, ma altri viaggiatori recatisi più di frequente presso questo popolo ne lodano l’ospitalità eccellente.