Religione e miti

Alisard

Alisard è il fondatore mitologico dell’Impero Acheranide.

Simboleggia la giustizia, il valore militare e per alcune popolazioni anche la caccia. E’ spesso raffigurato come un uomo dallo sguardo fiero e impassibile, con capelli e baffi biondi, sempre vestito con una possente armatura completa.
E’ un dio forte, severo e impassibile con i nemici.

Per un alisardiano non c’è “bene” e “male”, c’è solo Impero e non-Impero. L’impero è lo stato delle cose, è la Via di Salvezza che Alisard ha tracciato per i propri fedeli sudditi e quindi non può essere soggetto a modifiche da parte degli uomini.

Un Eliantiriano può prendere fondamentalmente due vie nella sua vita: una lo porta in seno all’Impero, alla legalità, e viene chiamata la Via di Alisard; le altre vie (intese genericamente come una sola) lo portano lontano dall’Impero e dalla salvezza.

Come i soldati difendono le terre Imperiali, così i Sacerdoti ne difendono lo spirito. Il rispetto che si ha per uno deve essere dato anche all’altro.
Siccome Alisard era prima di tutto un cavaliere mortale e fu lui, nella sua vita terrena, a dettare le prime leggi Imperiali, vi è una grande somiglianza tra leggi temporali e quelle spirituali.
Infrangere una legge Imperiale vuol dire anche mancare verso Alisard. Ogni criminale è quindi anche un peccatore che non solo deve ricevere la punizione dai giudici (mediante ammende, prigionia o esilio) ma anche dai sacerdoti. In aggiunta un’assoluzione civile dovrebbe essere preceduta da un’assoluzione (con relativa espiazione) spirituale. E’ inimmaginabile che un giudice perdoni qualcuno che Alisard non ha ancora perdonato, Alisard è la giustizia, non puo’ sbagliare.

Di contro però non è detto che un buon cittadino rispettoso delle leggi sia anche un buon Imperiale. Rispettare le leggi è più che altro una non-azione. Io rispetto la legge se non rubo, se non uccido, se non bestemmio.
Essere un buon Imperiale invece e’ un’azione. L’Imperiale porta l’Ordine dove c’è caos, porta Legge dove c’è anarchia, porta Giustizia dove c’e’ Ingiustizia.

Questo non vuol dire solo convertire gli infedeli fuori dai confini Imperiali.
Un fabbro che trasforma un ammasso di ferro in una elegante spada sta portando l’ordine nelle cose, così come un sarto che fila un cumulo di lana.
Anche la dedizione al lavoro può quindi essere vista come una sorta di dedizione ad Alisard. Ma come tutte le cose vi è la giusta misura.
Forgiare centinaia di spade non ha alcuna utilità se quelle spade poi devono stare in un magazzino ad arruginire.
Lavorare piu’ del necessario diventa quasi una sorta di egocentrismo, voler portare ordine dove non ve ne è bisogno. Sostituirsi, anche se nel piccolo, ad Alisard, cadere quindi nella blasfemia e nel peccato. Inoltre, l’eccesso di produzione, diventa una fonte di caos all’interno dell’Ordine Primo di Alisard, ovvero l’Impero.

Vi sono quindi due modi per “peccare”: infrangere le leggi temporali e infrangere le leggi celesti. Le leggi celesti sono più ampie e comprendono quelle civili. Si può quindi dire che le leggi celesti sono quelle che reggono l’Impero.

Questo non vuol dire che gli Eliantiriani non riconoscano gli altri dei, in quanto nella loro cultura è presente l’intero pantheon, ma considerano solo Alisard come capace di fornire il giusto esempio per un uomo, mentre gli altri dei sono adatti solo per altre razze o per aspetti ristretti della vita di un uomo.
Allontanarsi dalla Via di Alisard si prefigura, così, come un disadattarsi alla vita ed alla società umana (imperiale), quindi a commettere crimini contro tutti gli altri uomini e per questo motivo coloro che lo fanno sono considerati potenziali nemici.