Religione e miti

Eztrill

Eztrill simboleggia il dolore, la tortura, la perversione, i veleni e l’assassinio.

E’ raffigurata come un’Elfa Scura dalle popolazioni di Rasserim, una donna-ragno o un’Umana su Landmar, ma è sempre bellissima, dallo sguardo provocatore e vestita di pelle nera. Eztrill “La Perversa” o “La Velenosa” è venerata quasi esclusivamente dagli Elfi Ambrati , da alcuni Orchi, da sette di assassini e da persone di norma notevolmente malvagie.

Gli Elfi Ambrati si rapportano a Eztrill in maniera molto simile a quello con cui Elfi di altre culture si rivolgono a Gweinian.
Il culto di Eztrill assume proporzioni istituzionali nella città di Chalal, governata dalle sue sacerdotesse che conformano la propria legge ai dettami della Dea, con la qualsi si dice comunichino in sogno o attraverso visioni mistiche. I dogmi di questo culto sono raccolti nella Dottrina delle Tre Vie.

Il culto di Eztrill tra gli elfi ambrati si basa sul concetto fondamentale che la Vita è Dolore. Il dolore, fisico o spirituale che sia, è considerato l’elemento costitutivo della vita e della realtà. Attraverso la sofferenza è possibile percepire la reale essenza del mondo, ed è questo che insegna Eztrill.

L’altro pilastro della dottrina, la perversione, è meno conosciuto e citato del Dolore. Solo le persone più colte della città Chalal possono dire di conoscere a fondo la perversione, che consiste sostanzialmente nell’assenza di precetti morali fissi. Il bene ed il male per un elfo ambrato sono sempre relativi. Il fine giustifica i mezzi, e l’unico discriminante immutabile tra giusto e sbagliato rimane l’approvazione di Eztrill.
L’espressione più visibile, anche per il popolo, di questa concezione è la Legge del Velo, presente a Chalal. Essa afferma che infrangere una legge senza esser visti non è reato. Unica eccezione a questo sono le Leggi Divine, pronunciate dalla Dea stessa, che devono sempre ed ovunque esser rispettate.
Il Velo viene ampiamente utilizzato dai cittadini, e fioriscono quindi intrighi e congiure in città, sempre nascosti da un velo di apparenza e cortesia. Si dice che a Chalal ogni sorriso nasconda sette pugnali.

L’ultima via, quella della Beatitudine, è appannaggio principalmente della casta sacerdotale ed è la sintesi delle due vie precedenti; è la condizione attraverso si svela il senso pieno dandone una prospettiva divina.

Le Sacerdotesse considerano Chalal la città santa di Eztrill, e vi accolgono tutti coloro che sono disposti ad uniformarsi al loro culto, indipendentemente dalla razza d’appartenenza.

Le voci che circolano fra i viaggiatori più sfortunati e fra i mercanti con meno scrupoli parlano di incontri con briganti di Landmar, che si professano devoti seguaci di Eztrill, che avrebbe un suo culto ampiamente radicato fra alcuni di loro.

Gli eztrilliani landmariani sono fondamentalmente diversi dalle proprie controparti elfiche, sono difatti maggiormanete attratti dagli aspetti legati alla crudeltà della dea, dalla tortura e dalla sofferenza apparentemente gratuita.

Si può dire che gli eztrilliani di Landmar seguono appieno la via del dolore, mentre non hanno nozione delle altre sfumature. Per questo vengono visti dagli ambrati con sentimenti contrastanti: come un pericolo per il messaggio eztrilliano sino a rasentare l’eresia, oppure come fratelli che necessitano di una guida nel loro cammino di fede.