Religione e miti

Kehim

Kehim simboleggia la conoscenza, la saggezza, la pace, i sogni, il sonno e la morte.
Normalmente è raffigurato come un uomo dai profondi occhi grigi, dalla barba e dai capelli neri brizzolati di bianco, sempre con una malconcia veste da pellegrino e spesso con un semplice bastone.
E’ una figura nota per il suo dualismo, che ha dato vita strani culti e dicerie circa adoratori della morte o di entità ancora più oscure collegate in qualche modo al Dio.
E’ un dio saggio e calmo.
Kehim “L’Eterno Viandante” è venerato da praticamente tutte le razze, anche se a volte sotto forme e nomi differenti.

Probabilmente a causa della loro natura nomadica, gli Umani Emeriani sono forse il popolo più legato al culto di Kehim.

Per la loro religiosità ha una rilevanza pressocchè esclusiva rispetto alle altre divinità, le quali al contrario vengono totalmente ignorate, eccetto per ciò che concerne Ailyssa.
Gli Emeriani vivono la propria vita come un viaggio lungo le strade che Kehim, allo scopo di realizzare il suo imperscrutabile disegno di equilibrio, ha preparato per loro. Solo mantenedosi entro la “via” che Kehim ha destinato ad ogni Emeriano, questi potrà raggiungerlo e continuare insieme a lui il viaggio dopo la morte.
Per questo motivo gli Emeriani sono un popolo altamente devoto, e non mancano di pregare il proprio dio più volte nell’arco della giornata e ad invocare la sua benevolenza anche mentre parlano normalmente con altre persone.
Convinti che la benevolenza o la contrarietà del loro dio si manifesti attraverso opportuni segni che egli manda ai propri figli, hanno sviluppato nel tempo una vera e propria cultura della superstizione che li porta ad interpretare ogni evento fuori dalla norma come un avvertimento di Kehim, con tanto di precise risposte gestuali che hanno lo scopo di allontanare da sè qualsiasi accadimento spiacevole.

I templi di Kehim sono frequenti nelle piccole comunità e nelle locande che si trovano lungo grandi vie di comunicazione, e spesso i sacerdoti offrono ospitalità e rifugio ai viandanti.

Pochi viaggiatori non spendono un momento della loro sosta nel santuario locale sperando nella protezione di Kehim per il resto del loro viaggio.